Basilicata, opera unica.
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La lapide in onore di Giovanni Pascoli posta nel 1962 per il 50° anniversario della morte del poeta sulla facciata della Prefettura di Matera in Piazza Vittorio Veneto, a sinistra della chiesa di San Domenico.
Una passeggiata in bicicletta “Lungo la Gravina di Matera”.
Domenica 23 settembre la città dei Sassi sarà animata da grandi e piccoli in sella alle bici grazie all’evento organizzato dal Centro Educazione Ambientale “Mario Tommaselli” di Matera e del Ciclamino, associazione di cicloambientalisti Matera - Fiab Onlus.
L’articolo di Aldo Bonomi, uscito qualche giorno fa sul Sole24Ore.it, pone all’attenzione dati allarmanti sullo stato occupazionale dei giovani in Basilicata e possibili uscite dal tunnel.
“Ascoltando i sussurri dei suoi 129 comuni polvere attorno a Potenza e Matera, guardando i numeri sullo sviluppo, prende il disincanto. Il tasso di disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni è del 37,6% e i Neet, quelli che non lavorano o studiano, nel 2010 sono aumentati di 6mila unità. Gli altri, i nipoti di Rocco e i suoi fratelli, continuano a prendere la strada verso Nord. La Basilicata oggi è un laboratorio industriale, sociale e politico: attratti gli investimenti e le opportunità sul territorio, si deve riuscire a farne un processo di socializzazione produttiva, un bene territoriale che cambi il futuro”
(estratto dall’articolo “Un laboratorio di opportunità, ma i numeri restano negativi” di Aldo Bonomi).
Giovanni Pascoli arriva nella città dei Sassi il 7 ottobre 1882 per insegnare latino e greco nel Liceo Ginnasio di Matera. E’ il primo incarico della sua carriera, grazie anche all’interesse di Giosuè Carducci. Ecco le sue prime impressioni sulla città che lo ospiterà dal 1882 al 1884 nelle lettere inviate alle sorelle Ida e Maria:
“Sono a Matera sin dalle ore prime antimeridiane del 7. Arrivai all’una dopo mezzanotte, dopo molto trabalzar di vettura, per via selvagge, attraverso luoghi che io ho intravisto notturnamente, sinistramente belli.(…) Una città abbastanza bella, sebbene un poco lercia.”
“I contadini vanno vestiti nel loro simpatico ed antiquato costume e stanno tutto il giorno, specialmente oggi che è domenica, girelloni per la piazza. Hanno corti i brachieri e scarponi grossi senza tacco, una giacca corta e in testa un berrettino di cotone bianco e sopravi un cappello tondo. Sembrano che si siano buttati giù dal letto in fretta e furia, e si sian messi per distrazione il cappello sopra il berretto da notte.”